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Chi sono ?? Domanda stupida.. A meno che non si abbia la costanza di porla ogni nanosecondo.

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lunedì, 27 ottobre 2008

I 25 CONSIGLI DELLA BUONA AMAZZONE

 

Sere fa ero alla cena di compleanno di un’amica. Si festeggiava tra sole donne e, come spesso avviene in questo frangente, l’argomento predominante erano i maschi, e ancora, come sempre avviene, mi ritrovavo ad essere l’unica a difenderli o giustificarli anche in situazioni dove qualche colpa era a loro palesemente attribuibile.

-         Ma tu mi spieghi come fai ad essere sempre dalla loro parte ? Non è che ti è andata solo bene, pure tu hai incontrato degli stronzi e non sei stata esente da fregature..- borbotta l’amica più inacidita.

-         La differenza è che io non le considero fregature, ma esperienze. E questo te lo dimostra il fatto che potrei uscire serenamente a cena con tutti i miei ex. -

-         Un figlio di ... resta un figlio di ..- rimarca indispettita

-         Sai andare a cavallo ? – e le ho fatto QUESTA domanda.

L’attenzione di tutte è stata catalizzata dalla mia uscita così fuori tema. Ma chi mi conosceva si aspettava già un diverso prosieguo. Non necessariamente a sfondo sessuale.

-         No, e mi fanno anche paura!– ha risposto secca la mia interlocutrice.

-         Ecco non potrai mai “capire”, "capire" poichè è un Piacere, perciò non dico “domare”, un uomo. - ho continuato cosciente che non avrei potuto mollare il discorso. -         Ora usa un convertitore mentale : cavallo = uomo : - le ho detto..

HOP

 

1 - Mai stargli dietro o pararti davanti a lui all’improvviso, ha la vista laterale, deve abituarsi al tuo arrivo o potrebbe reagire.

2 - Muoviti lentamente anche se sei sul lato, nei suoi occhi ci sono bastoncelli differenti più sensibili, i movimenti bruschi lo mettono sulla difensiva, se saltelli ti considera un predatore.

3 - Fatti annusare, accarezzalo dagli piacere, senza far sì che veda prima arrivare le tue mani.

4 - Le carote e gli zuccherini vanno bene per avvicinarlo, ma l’avena all’occorrenza lo fa correre di più. Offrigli sempre il cibo a mano aperta.

5 - Se lo fai galoppare a lungo dopo giorni che è in scuderia, gli si forma acido lattico nelle giunture e un cavallo di acido lattico, sappi che può anche morire.

6 - Devi aver sempre cura dei suoi zoccoli e strigliarlo e asciugarlo con amore e pazienza quando è sudato e stanco.

7 - Devi salirci sopra decisa, ma non dimenticarti di prendere prima in mano, a giusta misura per tenerlo, le briglie.

8 - Non servono frustino e speroni, sono elementi di disturbo, se sai lavorare bene di ginocchia e talloni e ti dimostri sicura o ancor meglio lo sei.

9 - Non tenergli sempre il morso tirato o le gengive si anestetizzano e quando è ora di fermarlo sul serio non avverte più il comando.

10 - Per fermarlo devi strattonarlo, tanti piccoli colpetti, si infastidisce e si oppone se lo freni con una tensione costante.

11 - Stai eretta e guarda avanti, l’orizzonte, mai per terra. Accarezzalo e parlagli quasi sempre con dolcezza e velata fermezza.

12 - Qualche volta allunga le briglie e lasciagli brucare l’erba, ma non troppo spesso, fagli sollevare il capo con decisione quando è ora di smettere.

13 - Per lanciarlo al galoppo batti i talloni sulla sua pancia, incitalo, la maggior parte dei cavalli è pigra, ma attenta ci sono anche quelli che partono al galoppo quando meno te lo aspetti.

14 - Le redini non vanno mai tenute lasche né troppo tirate, deve sentirsi libero, ma deve anche sapere che quando vuoi tu, lo puoi fermare.

15 - Prima di un salto trattienilo, fagli capire che dovete concentrarvi un attimo poi lascialo e riprendilo subito dopo l’ostacolo.

16 - Se va all’inglese, batti la sella al trotto, accompagna il suo ritmo lavorando di gambe o ti farai male tu, stacci sollevata stringi forte le ginocchia e raccogliti, quando galoppa. In quell’attimo non devi temerlo, ma viverlo.

17 - Se va all’americana cavalca incollandoti ai suoi movimenti, fai l’amore con la sella, rilassati, sii un tutt’uno con lui, accompagna il suo ritmo con i reni. Si cavalca anche solo per passione.

18 - C’è una linea di demarcazione tra il galoppo che puoi fermare e quello oltre, dove sarà lui a trascinare te. Impara a riconoscerla vinci la paura e qualche volta prova a fidarti e a cedergli il comando.

19 - Non tenerlo mai troppo vicino ai suoi simili. Li sopporta, ma fino a un certo punto, anche il cavallo più tranquillo a volte è istintivo e tu non puoi capirlo sempre prima.

20 - Impara a leggere i movimenti delle sue orecchie e le vibrazioni sul pelo del suo collo, non dar troppa importanza sempre e solo a quelli delle sue zampe.

21 - Se si impenna non abbassarti in avanti per bilanciarti, potrebbe di colpo appoggiare le zampe anteriori e scalciare con le posteriori, ti ritroveresti catapultata a terra, ne ho esperienza.. Resta eretta tieni basse le briglie e stringi il più possibile le ginocchia quando ti senti in pericolo.

22 - Se c’è una cavalla in calore nei paraggi stai sempre all’erta, può diventare più imprevedibile dell’imprevedibile. Coi castroni si cavalca tranquilli, ma sugli stalloni, se calcoli il rischio, c’è più gusto. Se sono purosangue poi..

23 - Quando si rientra alla scuderia è sempre più felice e davanti alla sua stalla puoi dimenticarsi che tu ci sei sopra a cavalcioni, ma questo non vuol dire che si dimentica di te, se tornerai spesso per farlo muovere e divertire.

24 - Se hai sempre lo stesso cavallo prendi confidenza, ti affezioni, ti perfezioni, ma se ti capita di cambiare spesso imparerai ad essere più scaltra e diventerai una cavallerizza esperta.

25 - Andare a cavallo non è come qualsiasi altro sport rischioso o no, che fai da sola o in squadra o contro qualcuno. Con il cavallo sei un tutt’uno.

Non contano solo le tue mosse, non vanno sommate o correlate alle altre, né devi imparare a prevedere quelle di chi hai di fronte per fare le tue. Andare a cavallo è muoverti con un altro, imparando a conoscerlo, ad accettarlo, a capirlo, a non volerlo modificare, ma a non permettere che faccia altrettanto, a non cambiare tu solo per assecondarlo, a giocarci, a non temerlo ma a rispettarlo, ad avere una passione ed un obbiettivo in comune, a riconoscere i suoi limiti ma anche i tuoi, a migliorare quelli di entrambi e ad amarli. A sapere che si può cadere, farsi male uno o tutti e due, ma anche rialzarsi od anche cambiare cavallo. Non tutti sono validi. Non con tutti si è compatibili. Ma pure così tutto ciò che hai imparato di buono o di cattivo, le cicatrici che porti o quelle che hai involontariamente inferto, la rabbia o la delusione che hai provato o inflitto, il tutto ti servirà per cavalcare ogni volta meglio nella tua vita.

 

La mia amica ha risposto con un colpo basso nei miei confronti, ridacchiando con sarcasmo:

- Bene. Dopo questa spiegazione, ordiniamo il secondo. Mi è venuta voglia di una bella costata di cavallo e grazie di avermi suggerito così un ottimo transfert,  con questo desiderio del palato tra l’altro, è assai liberatorio. -

Le ho lasciato l’ultima parola, tanto sapevo perfettamente e, non a caso, che in quel ristorante la carne di cavallo era bandita ed anche che, se mai le verrà voglia di imparare a cavalcare, non sarà mai una brava amazzone, avrà sempre le vesciche sulle natiche e a metà cavalcata sarà ogni volta disarcionata.

 

Poi ho pensato ma non ho detto .. In fondo per esuberanza di un cavallo ed incompetenza mia, ho subito un trauma cranico, per un altro un’ incrinatura ad una costola, per un altro ancora una slogatura ad una caviglia, eppure li adoro e forse più di prima .. Da un uomo, non mi sono mai presa neppure un’offesa, una sberla o un pugno. Come posso perciò non amare quest’ultimi indistintamente e alla follia ?? .. E di contro però ho pensato, piuttosto di addentare carne equina, giuro, masticherei più volentieri una fettina di carne umana .. De gustibus non est disputandum . Questioni di stomaco.. si sa. Ma non escludo sia questione anche d' altro..

postato da: aldiladellospecchio alle ore 15:27 | link | commenti (46)
categorie: fuoco
lunedì, 20 ottobre 2008

FILTRI E TIMBRI
 

Se un po’ non ti perdoni, non potrai mai farti perdonare, se un po’ non ti perdoni non saprai mai perdonare. C’era questo pensiero nella mia testa e poi quell’altro dietro, un po’ più piccolo, che in fondo, e ancora un po’ più in piccolo, io, in fondo, mi perdono sempre ..


.. E come è naturale che sia, ma inaspettato, un soffio di vento discreto ha scostato la finestra.

Ho sollevato d’istinto, eppure cauta, lo sguardo ed è sparito il vetro opaco tra me ed il mio cielo.

Ho riannusato l’aria e ho fatto un tuffo, lasciandomi alle spalle in modo assurdamente facile, ora, dopo graduale, lento e sofferto processo, la coda e i nodi sciolti di tante, troppe, in realtà una marea di cose.

Poi ho aspettato che infinite conclusioni si sfinissero e si finissero l’un l’altra, anche sbranandosi, per le loro questioni personali.

Ed ho avuto tra le mani i vecchi fili delle mie antiche scelte, messi via bene, conservati in nafatalina, con amore accuditi, mai trascurati, dunque ancora saldi e candidi.

Poi ho bevuto a piene mani la freschezza limpida riofferta dai miei giorni, fiduciosi e mai stanchi, tutti, passati, presenti e futuri.

E mi ha sfamato in un secondo, l’ospite d’onore: l’irruenza di un resoconto inaspettato, che tutto ciò che nella vita hai dato: torna.

Ho riaffermato così, che noi detti da noi: non Siamo. Siamo il riflesso del nostro essere da ciò e da chi ci è attorno. Siamo lo specchio della pazienza, l’amore, l’indifferenza, la lealtà, l’odio, la lungimiranza, la violenza, il perdono, la naturalezza e via dicendo, anzi facendo, che noi Diamo.

Siamo nei passi che camminiamo calcando la terra, siamo quei calchi che restano alla terra. Solo questo. Da qui si parte e poi qui, non lì, si arriva. Poi si riparte, magari, e qui, ma mai lì, si riarriva.

E proprio poi, è arrivato un pensiero grande che mai ho dubitato, che prima o dopo anche il vento: torna, e credendoci sempre e fermamente, adesso e finalmente, tutto ciò che sto abbracciando in silenzio senza più il vetro, oltre la mia finestra, ora spalancata, mi sazia il cuore

postato da: aldiladellospecchio alle ore 14:22 | link | commenti (29)
categorie: fuoco, acqua
lunedì, 13 ottobre 2008

IL MAGO SILVAN

 

Voglio ballarti dentro. Nell’inframmezzo di due note librarmi libera in quel minuscolo spazio musicale. Quello che sfugge. Lì solo, ad occhi chiusi, ritrovo il ritmo e danzo.

Voglio passeggiarti nell’anima. Ovunque senza un percorso preordinato. Alla mia maniera, scalza, su qualsivoglia terreno e perdermi. Il corpo ha bisogno di inventare ad ogni successivo movimento.

 

PASSI

 


Voglio vibrarti sulla pelle. In un’armonia di gesti caldi ma immorali, languidi ma ingenui. E non sembrare non provare non pensarci e non sedurti. Poiché la sensualità pura è innata, mai stona, tra le corde del piacere vero e sui tasti del profondo godimento.

Voglio viverti. Non come potrei viverti o come potrei dirti, né come immagino vorresti. Né più né meno, come ti vivo. E’ così che non mi stanco e se a volte mi allontano fuori, è solo la paura, di quanto mi avvicino dentro.

Ma, come vedi, non essendomene andata, resto.

 

.. E tu, lì fermo e sicuro, se ho un coniglio o una colomba nel cilindro, tu, lo sai ..

postato da: aldiladellospecchio alle ore 15:00 | link | commenti (34)
categorie: fuoco