LE PAROLE AL PARI DEGLI ANGELI, SONO FORZE DOTATE DI POTERI OCCULTI SU DI NOI. SONO PRESENZE PERSONALI CORREDATE DI INTERE MITOLOGIE.. E DEI LORO EFFETTI MONITORI, BLASFEMI, CREATIVI E DISTRUTTIVI. (JAMES HILLMAN)
TEOREMI E AFFARI
Una delle espressioni più infelici o, se volete, modo di dire che in questi giorni mi si possa rivolgere è : Perché quella faccia, ti è morto il gatto ? Non fatelo. Non azzardatevi.
In effetti sì, venerdì mi è davvero morto il gatto, il mio guerriero: il mio Attila. Dopo tre giorni di cure assidue e amorevoli, di suo coraggio ma di agonia, si suppone a causa di un veleno ingerito: E’ andato. Anzi, ho dovuto decidere di farlo sopprimere. E sono stata lì ad assistere. Ditemi: Si può
abbandonare qualcuno in un momento del genere ? Io volevo esserci. Con la lucidità, la forza e la freddezza apparenti, ma fino a un certo punto, indefinito a me stessa, che mi competono da sempre nelle emergenze. Liberare qualcuno dalla vita se è grama e segnata e senza via d’uscita, è il più grande atto d’amore capace di un essere vivente, tanto, altresì quanto, doloroso e responsabile. Sempre. Parlo di vita in genere.
La nebbia “secca” che ha avvolto il venerdì sera sta lasciando il posto oggi a un cielo da neve che giunge da est.
Della coltre ovattata che avvolge da capo a piedi, attutisce i rumori e non bagna, impenetrabile pure in centro città, che fomenta l’intimità con se stessi anche tra la folla per strada, ne parlavano stamattina prendendomi un po’ in giro per la mia definizione assurda di nebbia “secca”. Ieri sera non hanno dato la colpa al novello che avevo in mano, ma alla tristezza per l’abbandono felino. In ogni caso questo è un altro termine mio che passerà alla storia, qui tra le mie vie. Non ne vado fiera. L’unica verità tangibile che ci tenevo a definire è che, anche la nebbia, non è mai e comunque la stessa.
Come un uomo biondo con la faccia da moro, una trovata diventata ufficiale nel gergo comune, o meglio, nel linguaggio comunale da bar di questi dintorni. Esteticamente non amo molto i biondi, ma un biondo così mi può attrarre. Spiegarvi com’è questo tipo d’uomo è fuori tema più che luogo, questioni di gesti, espressioni e pelle. Ma il risultato è che un biondo non è sempre un biondo, come la nebbia del resto, e infinite altre cose che purtroppo tendiamo a generalizzare.
Vorrei anche partire da zero, magari lo sto già facendo, chissà.. Aprirmi una partita iva e mettermi nel commercio con un negozio di consigli, affetto, parole e appoggio, ma venderli o scambiarli non regalarli. In questo modo assumono più importanza e in ogni caso, devo pur sempre “sfamarmi” anch’io. Un commercio vero, da cuore a cuore, niente a che fare con uno studio di psicologia, piuttosto mascherarlo con la cartomanzia, senza palla di vetro o turbante però, la gente non ammette mai un disagio direttamente, a meno che non diventi impellenza, bisogno, ma per un disagio, sempre che non sia disperata, spesso sfiora il ridicolo, ma non intende apparire ridicola. La gente ha troppo spesso necessità di calore e poche volte lo sa.
O un’osteria vietata ai clienti, a tutti indistintamente, dove invitare gente strana che non si conosce, scelta da me perché a mio intuito farebbe bene ad incontrarsi e creare così dei convivi-miscuglio particolari e interessanti, delle scintille, dato che a tavola rilassati con un buon vino, spesso si dà il meglio di sé ed è proprio un peccato che certe persone, importanti e non, non si sfiorino mai. Creare l’attimo che da solo inciampa troppo spesso e sbaglia il secondo, non indovina il luogo e raramente coincide. Dirigerlo, aiutarlo. Chi ha detto che il libero arbitrio del tempo non va indirizzato ? Da me per esempio.
O una casa chiusa di lusso, ma una bordello vecchio stile con tanto di maitresse e come tale saprei chi metterci, buona musica, dialoghi d’arte e pittura, cultura, ma anche comicità, confidenze, banalità e cazzate, divanetti rossi e specchi dorati, scaloni in marmo, tappeti persiani, assistenza medica, prelato, sessuologo, suore, nessun opinionista però, ma approfondimenti sul comportamento d’interazione di coppia e non, umano, che quello animale non ne ha bisogno, sulla morale comune così amorale e assurda, e la stupidità del peccato che così definendosi fomenta se stesso e via dicendo. Una casa chiusa coi nomi dei clienti scritti fuori e felici di essere riconosciuti come tali. Un bordello con la sua logica, i suoi scopi e le sue terapie non celati, un bordello nella sua pudica ed estrinseca essenza, quale esso è. Onore alle professioniste ed iscrizione all’albo e incontri terapeutici o tipo scuola famiglia tra prostitute e mogli o compagne, clienti e potenziali clienti, politici, chiesa e passanti. C'è sempre da imparare..
Ma sono idee che per ora macino. Alla fine quando mi chiamano ancora vado. Là. Dove mi fanno vestire bene, mi danno istruzioni precise per non fare nulla che è il meglio che so fare, e svuotarmi di ogni espressione cosa che mi è del tutto naturale, dove mi dicono di accomodarmi in quel preciso posto in silenzio tra facce che non conosco fingendo agio che, loro non sanno ma è già mio agio, in mezzo a gente e discorsi, pare importanti. Mi pagano per stare zitta, ma non per incrociare le gambe e le braccia, devo sembrare della razza di chi siede, ma anche di quella di chi mi dice di farlo, penso io, ed io, poiché sono di razza bastarda, ma in senso buono cioè di tutte le razze e sto bene con tutti, non ho da affaticarmi affatto per essere me stessa. Devo solo mimetizzarmi, a quanto pare, per carpire ed incamerare ogni più piccola emozione e gesto fuorché le parole. Quelle non sono mia competenza, aggiungono, ma senza chiederlo, io, le tengo per me, non si sa mai, un domani mi possano servire. Devo computerizzare cerebralmente il tutto, senza darlo a vedere, rivestendomi di una non comune, per loro illogica, ma logicissima per quel che mi riguarda dato che è già mia, imperturbabilità, mascherandola con, e se il caso chiede, un briciolo di affabilità. Ma mai esagerare. Questo no. Leggere la gente così e sceglierla. Pare si fidino alla cieca di me. Folli. Fanno male ? Boh. Io non lo farei se fossi loro, basti il fatto tangibile di per sé che sono un pò miope. Ma loro continuano a chiamarli affari buoni, a sorridermi soddisfatti dei risultati e a stringermi in segno di riconoscenza le mani. Quanto lo odio questo gesto.. Sarà che per me gli affari continuano ad essere altro:
Una nebbia “secca”, un uomo biondo con la faccia da moro, un’osteria vietata ai clienti per esempio, un bordello quale esso è.
Cambierò "mestiere". Forse. A scuola risolvevo i teoremi in un modo “rovescio”,”diverso” e in barba ai professori increduli.
Viene odore di cotechino dalla cucina, adesso. Il tempo da neve ha girato, ma il cielo è rimasto fermo. E’ rimasto quello. Il gatto, no. Purtroppo.
Mi è morto il gatto. Anzi l’ho aiutato a morire. Non c’è più. Se il terzo giorno fosse migliorato, questo sì che sarebbe stato un grosso affare, però. Ne sono davvero convinta. Sì.sì.. Indiscutibilmente e irremovibilmente straconvinta.
L’AUTUMN

L’ ”ALLEGRA” FERITA
Il sangue cola. Cola sempre all’inizio. .. come faccio a dirti che non ti amo ? ..
Con la lingua lo lecco. Il sangue è sempre un po’ salato. .. un po’ anche ti odio ..
Hai ago filo e dita esperte. La suturerai. .. dici .. Sarai il mio abile chirurgo.
Resterebbe comunque la cicatrice. .. penso. Non rispondo .. Anche se tu usassi un laser.
Certe ferite vecchie seppur invisibili, dolgono. Ai cambi di stagione. A volte basta il maltempo.
Mi spiace. Qui ci vorrebbe un guaritore. .. ma non aggiungo ..
Tenti di aprire bocca per farlo tu. .. credo ..
Ti taccio nell’eventualità. .. tanto. Non esistono .. Ciarlatani. Sono illusioni.
.. senza ti prego .. Tu ed io, non creiamocene.
Domenica scorsa stavo seduta in compagnia di un’allegra brigata tra “ombre e spunciòti” in un bàcaro veneziano davanti alla laguna silenziosa e immobile ed in mezzo ad una coltre fitta fitta di nebbia, quando un bizzarro e curioso signore uscito dal nulla, si è intavolato a “ciacole” con noi. Poi ha chiesto carta e penna all’oste ed ha iniziato a sottoporci tutti ad un semplice test.
Lo ripropongo a voi così, un po’ per gioco, ma anche no.
Ovviamente poi, a lui, io ho fatto il mio, di test.. Ma questo resterà top secret.

Ora mettete i personaggi in ordine decrescente di colpa, secondo il vostro punto di vista, aggiungendo possibilmente una breve motivazione.
N.B. Darò il risultato del test quando ne saranno pervenuti un buon numero, visto che la chiave di lettura potrebbe influenzare chi decide farlo.
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